ANIMALIA

Stampe di epoche passate evocano un variegato mondo naturale popolato da una fauna multicolore e ricca di simbolismi 

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Le “Libellule” di Eugene Seguy (art nouveau), Francia primi anni del novecento. Seguy realizzò una serie di tavole decorative con abbinamenti cromatici splendidi ed effetti grafici di enorme attualità. Diam. cm. 33.

 

Serie di piccoli piatti da utilizzare come posacenere o svuotatasche. Riproducono colorati e grafici acquerelli di falene e farfalle scovati in un antico trattato settecentesco di entomologia. Diametro cm. 10

 

Thomas Bell – Testudo radiata (1836). Cm 15×15.

 

Due levrieri. Dettaglio dell’affresco di Piero della Francesca datato 1451 e conservato nel Tempio Malatestiano di Rimini. L’opera, nel suo complesso, rappresenta Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo. Il dettaglio ritrae due cani levrieri, uno bianco, con le orecchie abbassate, rivolto verso Sigismondo, l’altro nero, con le orecchie alzate e la testa rivolta verso la cornice. La passione di Malatesta per questo tipo di cani era nota e le due figure incrociate hanno tutto il sapore di un emblema araldico e una forte valenza metaforica. Simbolo della fedeltà al Signore e alla città, i due cani hanno un diverso atteggiamento sereno di giorno, il  levriero bianco, e vigile di notte, il levriero nero. Cm. 24×17

 

“Tigre noire e tigre brun sur fond or”. Questa illustrazione art deco fa parte di una serie dedicata agli animali esotici dal disegnatore e scultore Paul Jouve (1878). Splendida la collezione di tavole dedicate al Libro della Jungla di Kipling, cui si ispirò Disney per i personaggi del suo notissimo film di animazione. Cm. 24×17

 

Antilope. Ceramiche vittoriane disegnate da William De Morgan grande artista, con William Morris, del movimento inglese Art & Craft, 1863. Cm 15×15. 

 

Falcone tratto da una tavola conservata presso la British Library di Londra. Acquerello dipinto da un anonimo artista indiano (Calcutta fine 1700). Svuotatasche cm 14×21.

 

Tre studi sul ciuffolotto. Albrecht Durer, 1543. Cm. 17×24

 

Delicate libellule tratte da un antico trattato settecentesco di entomologia. Diam. cm. 10. 

 

Arazzo medievale rappresentante conigli, animali simbolo di rinascita fin dai primi secoli dell’era cristiana. Prima di allora conigli e lepri erano rappresentati con significati diversi. Per via della nota prolificità erano legati all’idea di fecondità ma anche di seduzione e lussuria, comparendo spesso in quadri in cui figuravano coppie di amanti. Cm 18×18

 

Morel Favorito, il cavallo grigio della parete sud della “Sala dei Cavalli” (Palazzo Te – Mantova). Destinato all’accoglienza degli ospiti e alle più importanti cerimonie, l’ambiente, affrescato probabilmente tra il 1526 e il 1528, prende il nome dai ritratti dei superbi destrieri dipinti con nobile portamento a grandezza naturale. Federico Gonzaga duca di Mantova, come il padre e i suoi avi, li allevava nelle celebri scuderie gonzaghesche e li teneva in massimo conto, considerandoli l’omaggio più alto che si potesse fare ad un amico o ad un ospite illustre. Cm 20×20

 

Tre cavalli, illustrazione Art Deco del prolifico artista Nick Gaetano.

Farfalle. L’eleganza della semplicità. Cm 18×18.

Gufi. Ceramiche vittoriane disegnate da William De Morgan. Fautore e protagonista, con William Morris, del movimento inglese Art & Craft, 1863. Misura cm 15×15 

Il piccolo gufo di Albrecht Durer, in basso a sinistra la data e la firma dell’artista, esponente fra i più importanti del Rinascimento tedesco (1471-1528).

 

L’ape passa l’esistenza a raccogliere polline, costruire favi e produrre miele. Fin dall’antichità è stata assunta come simbolo di operosità, oltre ad avere una vasta polivalenza simbolica, nella mitologia, nella religione e in campo esoterico. Il miele per lungo tempo è stato per l’umanità l’unica fonte di zuccheri. Per questo l’ape, che lo produce, simboleggia abbondanza e ricchezza. Dal miele, secondo i miti greci, celti e germanici, si ricavava l’ambrosia,  il prezioso cibo degli dei. Per la loro sensibilità ai suoni, i Greci ritenevano anche che le api fossero messaggere delle Muse. A causa della loro abitudine di sparire durante i mesi invernali e di ricomparire a primavera, le api sono anche metafora di rigenerazione, del ciclo eterno della vita fatto dall’alternarsi di morte e rinascita. Cm. 15×15

Pappagalli in pieno stile Art Nouveau. Illustrazione tratta da “L’Animal dans la Decoration” di M. P. Verneuil e Grasset, 1897. Cm 33×9. 

Coppia di pantere tenute al guinzaglio. Scultura bronzea del 1930 circa. Elegante e potente, muscoloso e lineare questo animale è diventato insieme alla libellula e al levriero il simbolo stesso dell’Art Deco. Cm 21×15

La stessa coppia di pantere alla catena, declinata in forma ovale. Cm. 33×9

  Chiocciola: dettaglio di un dipinto ad olio realizzato in Olanda da Melchior d’Hondecoeter nel 1668. Era incisore,  pittore, designer e  decoratore di interni e dipinse diversi temi con una predilezione per la natura. Svuotatasche rifinito in foglia oro. Cm. 24×17

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Coppia di leoni di ispirazione araldica (1863). Disegni per ceramiche vittoriane ideati da William De Morgan grande artista e protagonista insieme al fondatore William Morris del movimento inglese Art & Craft (“arti e mestieri”). Missione riassunta nella regola d’oro del movimento: “Non abbiate nulla nelle vostre case che non sappiate essere utile o crediate essere bello.” Cm 15×15 

Cerbiatto. Disegni per ceramiche vittoriane ideati da William De Morgan grande artista, con William Morris, del movimento inglese Art & Craft (1863). Cm 15×15

 

Ritratto di tre falconi tra le foglie di un albero. Scuola lombarda, autore ignoto (1540–1560). Cm. 24×17

 

Un piatto dalla grafica pulita ottenuto da una stampa d’epoca a soggetto naturalistico (1800 circa). Diam. cm 33

 

Pappagallo di Ulisse Aldrovandi (Bologna, 1522-1605). Una delle maggiori figure scientifiche di tutti i tempi. Botanico, farmacista, entomologo, esploratore … studiò e rappresentò la natura nella sua bellezza ma anche nelle sue eccentricità e mostruosità. Raccogliendo i suoi molteplici e approfonditi studi diede vita ad uno dei primi musei di storia naturale. Cm 24×17, disponibile anche in forma ovale.

Lo stesso pappagallo proposto in forma ovale. Cm. 33×9

 

Miniatura tratta dal “Bestiario medievale di Aberdeen”, manoscritto del XII° secolo, custodito nella Biblioteca dell’omonima università in Scozia. Gli animali avevano una forte valenza simbolica; in araldica il cervo rappresenta la mitezza e la forza, ma per il cristianesimo è anche la metafora di Cristo e del credente. Piatto in vetro veneto, rifinito in foglia oro. Cm. 18×18

 

L’Ape interpretata in un’antica carta da gioco. La figura dell’ape ricorre con estrema frequenza nelle leggende e illustrazioni antiche. Animale sacro per eccellenza, ricco di valore simbolico collegato alla sua operosità, portatore di vita e produttore di ambrosia, il cibo degli Dei. Cm.12×15.

Uccellini e chiocciole, elaborati in una raffinata stampa di Anton Seder, grande artista dell’art deco. Abbinamenti cromatici incredibili e azzardati, di grandissimo effetto figurativo. Cm. 24×17

 

Un’altra versione dello svuotatasche precedente. Cm. 24×17

 

Coppia di leopardi (incisione a mano del 1750). Fanno parte della collezione “Albertus Seba’s Thesaurus”. Seba era un farmacista, biologo zoologo olandese, grande collezionista di tutto ciò che avesse un interesse scientifico. Aprì una farmacia ad Amsterdam nei pressi del porto chiedendo ai marinai e ai medici di bordo di portare piante esotiche e prodotti di origine animale per la preparazione delle sue medicine. Iniziò a collezionare serpenti, uccelli, insetti, conchiglie e lucertole nella propria abitazione. Dal 1711 consegnò medicine alla corte russa a San Pietroburgo e all’inizio del 1716 Pietro il Grande comprò l’intera collezione, denominata appunto “Thesaurus”. Cm. 24×17

 

La rondine raffigurata è tratta da una piastrella, su disegno di Walter Crane, esponente dell’Art and Craft Movement, sviluppatosi in Inghilterra a fine 1800. Prolifico disegnatore, noto soprattutto come illustratore di libri per bambini. Cm 15×11. 

“Two birds”. Arte Mughal, India XVII secolo. Fondo nero e finitura in foglia oro. Cm 15×15. 

 

Immagine tratta dalla copertina di un vecchio libro. Da notare lo sguardo del micio che osserva il topolino in alto. Svuotatasche a fondo nero. Cm 15×21. 

 

Disegno di ispirazione circense di autore anonimo. Il lavoro di intaglio in questo manufatto è davvero certosino, minuzioso e perfetto. La stampa è collocabile nel XVIII sec. Cm 20×20.

 

“A Surinam caiman fighting a South American false coral snake”  (1701-1705), di Maria Sibylla Merian, pittrice naturalista e botanica olandese. Tra le prime donne ad occuparsi del mondo naturale e dipingerne gli splendidi colori e i dettagli. Fiori, insetti, animali rivivono nelle sue tavole. Piatto in vetro veneto. Diam. cm. 33.

Antica tavola di Mark Catesby, naturalista inglese  che realizzò splendide illustrazioni di flora, fauna, insetti, pesci. Stampa dal trattato “Natural History of Carolina, Florida and the Bahama Islands”(Londra 1771). Nella nostra produzione abbiamo parecchi soggetti di questo squisito autore. Cm. 15×21

 

Due ghepardi tratti dal “Taccuino degli animali” di  Giovannino de’ Grassi e bottega. Pittore, miniatore, scultore e architetto, insigne personaggio dell’epoca, raccolse le tavole in un Repertorio di 50 disegni. Giovannino de’ Grassi diresse la Fabbrica del Duomo di Milano dal 1389 sino alla morte nel 1398. Cm 15×21

 

Coppia di piccioni imperiali. Arte Mughal (India del Nord, inizio del XVII secolo). L’allevamento dei piccioni era diffusissimo a corte. Che appartenessero all’imperatore si deduce dagli anelli d’oro sulle zampe. Cm. 15×15.

 

Cupido a cavallo del leone (acquaforte). La figura allegorica simboleggia l’amore che sconfigge e domina la forza. Svuotatasche o posacenere rifinito sul retro in foglia oro. Cm 20×20

 

Un piatto realizzato su commissione. Di solito utilizziamo immagini arrivate a noi da autori del passato. Questo splendido quadro è invece del contemporaneo Fabio Hurtado, a cui rendiamo omaggio. Il tema era l’amato bull terrier della proprietaria, e queste erano proprio “Loro”, troppo uguale e troppo bello il soggetto per non utilizzarlo. Questo il risultato del lavoro. In foglia rame, misura cm 20×20.

 

Due faraone. Miniatura di arte Moghul (Nord india,inizi del XVII secolo). Vassoietto con finitura in pittura nera e foglia oro. Cm 15×21

 

La stampa risalente al XIV° secolo illustra la “Cerva Bianca” protagonista di un bellissimo mito greco. L’animale dalle corna d’oro, unico e irraggiungibile, sacro alla dea Artemide. L’originale dell’opera è conservato alla National Gallery, Londra. Cm. 15×21

 

“White cat on red pillow”, illustrazione giapponese di Midori Yamada. Anche questo artista è contemporaneo, specialista nel cogliere i gatti negli atteggiamenti più caratteristici. Il gatto è irresistibile, come i colori del cuscino. Il fondo in foglia oro lascia intravedere la pittura che ne riprende i toni. Cm 21×15

 

“Pappagallo con serpente nel becco”di Maria Sibylla Merian naturalista e pittrice di origini svizzero-tedesche. Vissuta in Olanda tra 1647-1671, in un’epoca ostile al lavoro e allo sviluppo culturale delle donne. Questo dipinto viene da alcuni esperti attribuito alla figlia di Sibylla, Dorothea Maria Graff, che dalla madre ereditò le splendide doti artistiche. Cm 25×25, disponibile anche tondo diametro 33 cm.

 

Le Mazeppa – colibrì. René Primevère Lesson (1794-1849), medico e illustratore naturalista, arruolato in marina durante le guerre napoleoniche, ha navigato in tutto il mondo a bordo della nave La Coquille per una lunga spedizione scientifica che gli ha permesso di produrre una stupenda collezione di stampe ornitologiche. Cm 21×15.

 

Ritratto di Falcone. Wallerant Vaillant (Olanda 1600). Cm. 24×17

 

“Green Tree Frog”-1720. Acquerello di Mark Catesby. Naturalista inglese, seguì varie spedizioni scientifiche in cui realizzò una serie di illustrazioni dalla mano personalissima e incredibilmente attuale. Piccolo vassoio in vetro misura cm. 15×21 

Two blackbirds (India 1700). Arte mughal.